Perché questo Giornale

PERCHE' QUESTO GIORNALE

Nel primo numero del marzo 1969 fu scritto questo articolo che vogliamo riproporvi

Roma, 1 marzo 1969

Da oggi c'è Lotta oggi - il nuovo mensile che noi ( abitanti del quartiere Nomentano come voi e appartenenti alla locale sezione del PCI) vi offriamo.
Lotta oggi nasce e vuol rimanere nei limiti di giornale di quartiere (includendo nella definizione le borgate di Fosso S. Agnese, Vigna Mangani, Borghetto Nomentano e Casale Rocchi), il che non significa ch'esso rappresenti un fatto a sË stante nella attuale stampa di sinistra - ma anzi inserendosi nella sua linea politica - il nostro giornale si propone di ampliarne e arricchirne il discorso.
Il "quartiere" è - nella "città" - una presenza viva, determinante - senza volere anticipare per ora delle definizioni e una problematica che ci proponiamo di affrontare in maniera esauriente ed adeguata. allo scopo di giungere a una sorta di radiografia del nostro quartiere - la nascita di un nuovo giornale che lo ponga come oggetto immediato e preciso di discorso. Ci auguriamo contribuisca in maniera concreta a fornire al Partito e alla città tutta un ulteriore elemento di conoscenza nell'assolvimento di una precisa funzione che - attraverso un ulteriore "strumento" di completa informazione, di dibattito e di orientamento" (secondo la più recente precisazione del concetto di stampa di Partito) mira a sensibilizzarli alla nostra presenza.
Al di la e dentro i limiti più ampi di questa funzione sociale o di servizio pubblico - Lotta oggi si propone di assolvere a una funzione più puntualmente utilitaria nei confronti del quartiere Nomentano, facendosi promotore di iniziative, sia a livello informativo che di dialogo o di dibattito, allo scopo di aiutare gli abitanti del quartiere - che ne costituiscono il pubblico di lettori immediato - ad affrontarne e risolverne i problemi in cui essi stessi si trovano coinvolti, e che vanno dall'assenza di un numero adeguato di servizi sociali (scuole, palestre, asili nido, circoli culturali) alla mancanza di interessamento del Comune ai problemi della casa, del verde, dei trasporti, del mercato e cosi via. Il tutto - naturalmente - tentando di non ignorare un più ampio discorso politico e sociale che si refirisca non solo ai compagni con idee sufficemente chiare - ma più estesamente a quanti, forse avrebbero necessità di chiarirsele per una vita migliore, degna di questo nome.
Lottiamo, dunque uniti - noi del quartiere Nomentano - per cambiare e cambiamo, per vivere.
Per questo fine vi chiediamo di unirvi a noi, sia a livello di partecipazione attiva e interessata - segnalandoci i problemi connessi all'attuale realtà del quartiere, ponendoci i quesiti che vorrete, denunciando tutto quanto _ nel luogo dove vivete _ non vi vada bene _ fornendoci idee ed avanzando proposte; sia assicurandoci il vostro appoggio economico attraverso il vostro personale lavoro di collaborazione alla diffusione del giornale.
Giacché se, certamente - come dice Gramsci "l'elemento fondamentale di fortuna per un periodico è quello ideologico, cioè il fatto che soddisfa o no determinati bisogni intellettuali, politici" e che costituisce "uno stimolo all'atto economico dell'acquisto e della diffusione" è certamente ugualmente che strettamente connesso ed altrettanto importante è, per il giornale, il problema di assicurarsi una vendita stabile e, possibilmente, l'incremento. A questo proposito il prezzo fissato per Lotta oggi (di 50 lire) costituisce il risultato del nostro massimo sforzo.
Leggeteci dunque, ritrovatevi nelle nostre pagine pagine, intervenite, criticateci - unitevi alla nostra lotta, oggi - e fatene la vostra personale, tenendo conto che quelle enunciate costituiscono solo le indispensabili premesse iniziali al discorso che vogliamo tenere - e che come tali sono (e ci auguriamo che siano) suscettibili di ogni mutamente che contribuisca a dirigerle verso un obbiettivo che diviene sempre più preciso e più chiaro man mano che ne aumenti la coscienza attraverso il concreto processo di elaborazione e realizzazione.

Grazie
RITA MARRA