Sante Moretti

Sante Lotta Oggi

Nato a Brisighella (Ravenna) il 18 aprile 1934. Da comunista, dal 1951 al 1961, ha svolto attività politica nel comune di nascita dove si è fatto le ossa in uno scontro politico che si misurava nella lotta quotidiana per i diritti e la dignità del lavoro, in una battaglia ideale che molte volte ha coinvolto direttamente il clero.
Episodi di quel tempo sono riportati nella pubblicazione del fratello Adriano 1950-1960. Episodi di un tempo che fu in un borgo che c'è: Brisighella. Dai primi del 1962 fino al febbraio 1966, fu segretario della Federbraccianti di Ravenna: una struttura di ben 30.000 braccianti e salariati. Materiali di quel periodo si trovano nellíarchivio della CCDL di Ravenna ed in alcune CDL: Faenza, Lugo, Conselice, Massalombarda, Alfonsine ed altre. Dal 1966 fino al maggio del 1977 fu eletto nella Segreteria della Federbraccianti Nazionale, curò per anni il mensile "Lotte agrarie" e scrisse articoli su "Rassegna sindacale". Nella categoria sindacale partecipò assiduamente agli scioperi e alle lotte dei braccianti in tutta Italia, in particolare in Puglia. In seguito, dal maggio 1977, fu nominato responsabile dell'Organizzazione e poi Vice Presidente dell'Inca Nazionale. Nel 1992, a soli 58 anni, concluse l' esperienza sindacale e di patronato.
Allo scioglimento del PCI contribuì alla nascita di Rifondazione Comunista, convinto che gli ideali per cui aveva lottato dovessero vivere e fossero determinanti per il benessere collettivo e sociale. Da allora ha svolto l'attività nel Partito della Rifondazione Comunista, con ruoli nazionali nel campo della previdenza. Ha collaborato, scrivendo diversi articoli e seguendo una rubrica sulle pensioni, con il quotidiano comunista "Liberazione". 
A livello romano ha ricoperto l'incarico di tesoriere della Federazione. Ha organizzato diverse Feste di Liberazione nazionali, fra le quali quelle di Castel S. Angelo, ma soprattutto è stato impegnato politicamente nel suo territorio: il Nomentano o l'Africano.   
Nel 2002 ha dato vita all'Associazione Culturale Articolo 3 volendola far diventare "una Casa del Popolo" dove i comunisti e la Sinistra potessero ritrovarsi per organizzare attività di interesse collettivo. Qui ha ricoperto l'incarico di Presidente ed ha continuato a svolgere l'attività in difesa dei diritti sociali e civili dei più deboli fino alla fine dei suoi giorni avvenuta l'11 febbraio 2014.